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LICEO ARTISTICO - A. CALCAGNADORO

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La bellezza salverà il mondo

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Roma, città eterna, capitale della storia e dell’arte

Al “centro” della città si trova la Basilica di San Pietro, simbolo stesso del cristianesimo in ogni parte del globo

Roma - A scuola, in una mattina qualunque, ci comunicano che a breve avremmo visitato il Colonnato di San Pietro, una delle realizzazioni più interessanti del Bernini (1656-1667), che porta a compimento il grandioso progetto dell'area, iniziato un secolo e mezzo prima, da Donato Bramante. La visita guidata si sarebbe conclusa con l’ingresso ai Musei Vaticani, un percorso meraviglioso che trova il suo culmine in uno dei più grandi tesori di tutti i tempi: la Cappella Sistina.

Inizialmente ci siamo soffermati sulla Basilica di San Pietro. Dal punto di vista simbolico il significato è chiaro: nella vasta piazza, che raccoglie i fedeli come l’antico quadriportico paleocristiano, la forma ellittica del colonnato costituisce quasi l’abbraccio ideale della chiesa a tutta la cristianità. C’è poi un altro aspetto fondamentale da considerare: l’ellisse del Colonnato è staccata dalla facciata della chiesa, così abbiamo apprezzato la cupola michelangiolesca in tutta la sua maestà grazie alla giusta distanza.

Dopo circa un’ora di intensa osservazione, si avvicinava ancor di più il momento più atteso: l’entrata ai Musei Vaticani. Nel frattempo mi chiedevo perché questi ultimi vengono nominati al plurale, a differenza del Museo degli Uffizi, Museo del Louvre, Museo del Prado, Museo dell'Ermitage, ma anche sforzandomi, non riuscivo a trovare una risposta che potesse essere quella giusta. Solo dopo la visita ho capito che si chiamano Musei perché qui sono presenti tante forme d’arte, tanti stili e linguaggi, diversità di collezioni, e gli artisti più rilevanti di tutte le epoche, tutti gli aspetti dell’umana civilizzazione: dal Laocoonte a Michelangelo, Raffaello, Caravaggio….ma anche i manufatti degli aborigeni australiani, le antiche civiltà del Mediterraneo, fino ai capolavori dell’arte contemporanea.

Ad accoglierci dunque è stato il Cortile della Pigna, uno dei più importanti spazi architettonici all’aperto dei Musei Vaticani. La prima sala che abbiamo visitato è stata quella degli Animali, collocata nel Museo Pio-Clementino, che prende nome dalle moltissime raffigurazioni di animali d’epoca romana, restaurate alla fine del XVIII secolo. A differenza della Sala delle Muse, in cui sono collegate statue di Muse e di poeti, tutte copie romane da originali greci. Abbiamo dedicato maggior attenzione al famoso Torso del Belvedere, opera firmata dallo scultore ateniese Apollonio. Molto ammirata nel Rinascimento e nel Neoclassicismo, la statua mostra una muscolatura possente e vigorosa, perfettamente corrispondente agli ideali michelangioleschi.

Di conseguenza abbiamo proseguito per la Galleria dei Candelabri, allestita nel 1761, dove incredibilmente ci siamo sentiti avvolti da tali meraviglie. Come nella Galleria degli Arazzi, di cui conserverò un magico ricordo! Dopo aver visitato anche l’appartamento di San Pio V, la Sala Sobieski e la Sala dell’Immacolata, finalmente con i nostri occhi abbiamo potuto ammirare nella realtà le famose Stanze di Raffaello (1508-1520), che costituivano gli appartamenti del papa Giulio II della Rovere. Le Stanze sono state dipinte nel seguente ordine cronologico: Stanza della Segnatura, Stanza di Eliodoro, Stanza dell’Incendio di Borgo e Sala di Costantino. I soggetti, tratti in gran parte dagli Atti degli Apostoli, presentano momenti salienti della vita di Pietro e Paolo; nelle grandi composizioni Raffaello trasmise, pur nella forza dei gesti e degli atteggiamenti, un senso sereno e classico della storia che contrastava nettamente con quello più tormentato di Michelangelo nelle figure coeve della Sistina.

La più grande meraviglia è stata quando, per la prima volta, ho osservato gli affreschi all’interno della Cappella Sistina e non più sui libri di scuola, che purtroppo non riescono a trasmettere tante emozioni come “viaggiare” nei Musei Vaticani. Tutte le figure della Sistina, non soltanto quelle appartenenti ad una storia, ma anche quelle isolate, come gli “ignudi”, i profeti o le sibille, sono altrettanto “epiche”, tutte partecipano allo stesso grande poema figurato. Sicuramente l’immagine che mi resta più a cuore è la Creazione di Adamo, l’affresco più significativo della volta, semplicemente straordinaria l’invenzione dei due indici che stanno per entrare in contatto. Le due dita si toccheranno, e in quell’attimo, come dovesse scoccare una scintilla, avverrà la Creazione.

Altre opere indimenticabili , alle quali ho fatto più attenzione, sono la “Trasfigurazione” di Raffaello e la “Deposizione” di Caravaggio in cui ho compreso con più accuratezza la realtà drammatica in cui vive l’uomo, espressa con un linguaggio coerente di cui luce e ombra sono protagonisti. Ma il fascino principale è rappresentato dall’insieme di tutti i capolavori.

E’ importante sapere che i Musei Vaticani sono nati proprio come rappresentazione globale del genio artistico di tutta l’umanità, e che niente come la cultura può rendere la vita più autentica.

Elena Fagiolo - 4b Grafica, 17 Febbraio 2014

 
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