IIS - M.T. VARRONE
LICEO ARTISTICO - A. CALCAGNADORO

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"La Visione" di Antonino Calcagnadoro

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Nel 2005 la sezione di Rilievo e Catalogazione dei Beni Culturali, corso Michelangelo dell’ISA, in collaborazione con il Museo Civico di Rieti e sulla base del progetto “ISA e ARTE” ha intrapreso il lavoro di realizzazione della lunetta a mosaico, in omaggio al celebre pittore reatino A.Calcagandoro a cui è intitolato il nostro Liceo. Progetto seguito dai docenti Fulvia Di Simone, Luigi Verzilli, Franco Guercilena, Letizia Rosati e Ines Millesimi.
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La tecnica del mosaico

 Il mosaico è una tecnica artistica decorativa molto antica, che risale al IV millennio a.C. Il procedimento utile per creare una composizione consiste nell'accostare piccoli frammenti di materiale, chiamati tessere, aventi diversa natura e colore, che vengono incollati con una malta su una superficie piana. Questa tecnica richiede il lavoro di équipe di artisti che collaborano, aventi ciascuno un preciso compito. Il mosaico può decorare una parete, un soffitto o una pavimentazione mentre le tessere possono essere di diverso materiale come ciottoli, marmo, pasta vitrea, e ceramica smaltata, in base ai quali si ottengono diversi effetti. Inoltre l'arte musiva gode dell'eternità del colore, e della rifrazione della luce ottenuta ponendo le tessere in modo difforme. Il nome mosaico richiama alle Muse, in quanto gli antichi romani costruivano ville e grotte ad esse dedicate decorate nelle pareti con sassi e conchiglie.

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Biografia di Antonio Calcagnadoro
(Rieti 1876 – Roma 1935)

Artista reatino più importante del Novecento, conosciuto anche in Umbria, soprattutto a Terni, città dove operò nel primo decennio del ‘900, ha frequentato in gioventù corsi privati di disegno e il Regio Liceo Artistico a Roma. Raggiunta una solida preparazione artistica, basata su un linguaggio figurativo veristico tenuto su colori scuri, alla fine dell’800 ha collaborato con importanti artisti per realizzare le decorazione della cupola del Teatro Flavio Vespasiano a Rieti e i soffitti di alcuni villini e case aggiornando il suo linguaggio sullo stile liberty. Le prime opere autonome, ancora dalla tavolozza scura e data a corpo, vincono dei premi nei concorsi pubblici. Nel 1909 riceve il primo incarico importante per realizzare il fregio a tempera del Municipio di Rieti, una decorazione allegorica risolta con ritmi di gusto floreale. Nel 1912 è impegnato nella realizzazione di sette bozzetti per partecipare al concorso relativo alle lunette a mosaico dei Propilei del Vittoriano a Roma, tra cui La Visione, il Risveglio, il Rinascimento, la Preparazione, l’Olocausto, il Risorgimento, la Nuova Italia. Nel 1918 si trasferisce definitivamente a Roma dove insegnerà tutta la vita presso l’Accademia delle Belle Arti formando allievi importanti come Mario Mafai, protagonista della cosiddetta Scuola Romana. La sua opera romana più nota è quella relativa alle decorazioni a tempera dei Saloni d’onore dei due Ministeri, quello dell’Istruzione e quello della Marina. Espone inoltre diverse mostre collettive soprattutto a Roma (Sindacali Biennali) ed espone alcune mostre personali. Il dipinto Le Madri del 1924 viene acquistato alla III Biennale Romana per volere di Mussolini e oggi figura presso la Galleria Comunale di Arte Moderna di Roma. Alla sua morte a soli 59 anni ha lasciato oltre 90 opere al Museo Civico di Rieti per la realizzazione di un’esposizione permanente a lui dedicata.

Francesca Pierantoni 5C
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SCHEDA OA

Autore: Istituto d’Arte – Liceo Artistico di Rieti

Denominazione: La Visione, copia da originale in olio su tela di Antonino Calcagnadoro (1876-1935)

Ubicazione: aula di discipline plastiche del Liceo Artistico, Via Palmiro Togliatti, Rieti

Descrizione: La lunetta raffigurante “La Visione” è tratta da uno dei sette bozzetti realizzati da Antonino Calcagnadoro per il concorso del 1913 relativo alla realizzazione delle lunette a mosaico del monumento a Vittorio Emanuele II a Roma. L’opera raffigura degli eroi posti intorno ad un’ara, nell’atto di alimentare il fuoco simbolo dell’ideale. Sullo sfondo si staglia la figura allegorica di Roma vittoriosa.

Oggetto: mosaico

Soggetto: La Visione

Supporto: ligneo (multistrato marino)

Forma del supporto: lunetta

Materia: tessere marmoree policrome tagliate a mano (giallo travertino, giallo gaya, trani, rosa iran, rosso Bilbao, rosso duchessa, arenisca rosa, rosso francia, travertino rosso, rosso alicante, verde laguna, verde Cina, verde alpi, santaflora, nero assoluto, bardiglio, pietra serena, peperino grigio, marmo grigio, marmo di Carrara).

Misure: cm. 132,5 X 262

Datazione: 2005 - 2014

Condizione giuridica: proprietà IIS “M. T. Varrone”

Stato di conservazione: ottimo

Documentazione: cartacea, fotografica

Bibliografia: Tersilio Leggio, Manuela Marinelli, Ines Millesimi, Anna Paola Salvi, Il Museo Civico di Rieti, Comune di Rieti, Rieti dicembre 1993, vol.5, pp. 176-177

Notizie storico critiche: La lunetta de La Visione, conservata presso il Museo Civico di Rieti, è stata progettata nel 1912 dal pittore reatino per decorare i propilei del Vittoriano a Roma. Si trattava di un concorso pubblico a cui hanno partecipato diversi artisti romani. L'Autore realizzò sette bozzetti allegorici in piccolo formato in olio su tela e questa lunetta, l'unica di più vaste dimensioni, che ricalca la grandezza degli spazi dove doveva essere collocata. Accanto alle opere presentò una relazione nella quale illustrava i simboli delle allegorie. Calcagnadoro non vinse il concorso tuttavia la sua proposta ebbe una menzione speciale. In quanto nel 2005 la sezione di Rilievo e Catalogazione dei Beni Culturali, corso Michelangelo dell’ISA, in collaborazione con il Museo Civico di Rieti e sulla base al progetto “ISA e ARTE” ha intrapreso il lavoro di realizzazione della lunetta a mosaico, in omaggio al celebre pittore reatino A..Calcagandoro a cui è intitolato il Liceo. Progetto seguito dai docenti Fulvia Di Simone, Luigi Verzilli, Franco Guercilena, Letizia Rosati e Ines Millesimi.

Grazie alla quadrettatura sul fondo sulla tela che simula l'effetto del mosaico, l'artista ha ottenuto un effetto molto simile a quello che sarebbe dovuto essere il risultato finale. Vengono rappresentati dei giovani eroi nudi che accendono una fiaccola su un altare e rivolgono lo sguardo verso la fiamma luminosa al centro della composizione, simbolo dell'Ideale. Sullo sfondo spicca una figura monocroma, allegoria di Roma vittoriosa. Il fuoco centrale è collegato alla figura femminile sullo sfondo mediante grandi festoni laterali. Negli spazi laterali sono presenti altre figure che vanno a convergere verso l'ara centrale, al fine di simboleggiare la condivisione di tutti verso un comune ideale. Lo stile di Calcagnadoro si attesta su un linguaggio storico e allegoriche che tende ad esaltare gli aspetti eroici del mondo romano, e perciò si carica di un'aura altisonante e celebrativa, in linea con le tendenze della pittura ufficiale degli inizi del secolo.

 
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